La grande maestra di scacchi ungherese Judit Polgár ha respinto ieri (20 luglio) la proposta di assumere la carica di presidente della Repubblica d’Ungheria. La candidatura le era stata avanzata il giorno precedente dal primo ministro Péter Magyar e aveva ricevuto il sostegno unanime del partito di governo Tisza.
Polgár ha dichiarato di non sentirsi pronta ad assumere le responsabilità derivanti dall’incarico di capo dello Stato. Da ieri le funzioni presidenziali sono quindi esercitate ad interim dalla presidente del Parlamento ungherese, Ágnes Forsthoffer.
“Considero il più grande onore della mia vita essere stata invitata a ricoprire la carica di presidente. Ne sono profondamente grata”, ha scritto la cinquantenne campionessa di scacchi sui social media. In un messaggio pubblicato su Facebook ha inoltre espresso apprezzamento per la scelta del premier, sottolineando che, “pur disponendo di una decisiva maggioranza parlamentare, ha chiesto a una candidata indipendente e apartitica di assumere la più alta carica dello Stato”.
Spiegando le ragioni del rifiuto, Polgár ha affermato di “non sentirsi all’altezza della responsabilità storica di unire una nazione profondamente divisa» e di non poter quindi accettare l’incarico. Ha comunque assicurato che sosterrà «con tutti i mezzi possibili il nuovo presidente indipendente nel perseguimento degli obiettivi del suo mandato”.
Magyar: “Un peso enorme”
Commentando la candidatura di Polgár, il primo ministro Péter Magyar aveva sottolineato che “il peso che grava sul futuro presidente è enorme”.
“Abbiamo bisogno di un capo dello Stato che ami il proprio Paese, comprenda il peso delle parole, sappia mantenere la calma, ascoltare opinioni diverse e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni”, ha dichiarato il premier, citato dai media ungheresi.
Magyar ha inoltre osservato che “è dovere comune di tutti gli ungheresi superare le ferite, reali o percepite, della vita politica quotidiana, individuare il candidato giusto e prendere una decisione saggia ed equa”.
In Ungheria il presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento. Il partito Tisza dispone di una maggioranza costituzionale, con 141 seggi su 199, e i deputati dovranno eleggere il nuovo capo dello Stato entro trenta giorni.
Le dimissioni anticipate di Sulyok
Poche ore prima, la capogruppo parlamentare di Tisza, Andrea Bujdosó, aveva annunciato che il partito sosteneva all’unanimità la candidatura di Judit Polgár. La deputata ha ricordato che il presidente della Repubblica deve incarnare l’unità della nazione e vigilare sul corretto funzionamento democratico delle istituzioni.
Secondo Bujdosó, il presidente uscente Tamás Sulyok non avrebbe adempiuto a questo ruolo. La capogruppo ha sostenuto che Sulyok “non ha mai denunciato l’assenza di una reale concorrenza di mercato in Ungheria né il fatto che, nei settori della cultura, della ricerca e dello sport, venissero valorizzati soltanto coloro che sostenevano Fidesz”, il partito dell’ex primo ministro Viktor Orbán grazie ai cui voti era stato eletto presidente nel 2024.
Sabato 18 luglio Sulyok aveva annunciato di aver promulgato l’emendamento costituzionale approvato dal Parlamento su iniziativa di Tisza, che pone fine anticipatamente al suo mandato. La scadenza naturale della presidenza era prevista per marzo 2029.

